riflessioni fatte giorno per giorno
Ama
il tuo nemico: almeno provaci
Noi siamo cresciuti in una società che
ha come modello morale il Vangelo con i valori
del Discorso della montagna: beati i poveri di
spirito, i miti, coloro che piangono, coloro che
hanno fame e sete di giustizia, i misericordiosi,
i puri di cuore, i pacifici, i perseguitati a
causa della giustizia. A cui vanno aggiunti i
comandamenti: ama il prossimo tuo come te stesso,
ama il tuo nemico. Se li sono ripetuti i nostri
antenati per due millenni pur sapendo che non
avrebbero mai potuto essere applicati che in minima
parte. Nell'Europa cristiana non c'è stata
gente migliore che in altre civiltà. Come
altrove vi sono vissuti uomini miti e uomini crudeli,
umili e superbi, generosi o avidi. Vi sono state
ingiustizie, malvagità e guerre. Però
quasi tutti nel fondo del proprio animo sapevano
che l'unica vera morale è quella dell'
amore e che ogni volta che la infrangi e cadi
in preda all'avidità, all'egoismo e all'odio
stai sbagliando. La morale cristiana dell'amore
è stata il lievito profondo del pensiero
morale laico dell'Occidente anche in epoca moderna.
Essa sta dietro l'imperativo categorico di Kant,
dietro la condanna della tortura e della pena
di morte di Cesare Beccaria, dietro «Il
trattato delle virtù» di Jankélévitch,
dietro la teoria della giustizia di Rawls. Tutti
sanno che la morale evangelica dell'amore non
è realizzabile nella sua interezza, ma
costituisce una meta, un punto luminoso da cercare
in continuazione con una perenne revisione dei
nostri atti e delle regole di comportamento, verso
un perfezionamento infinito. Freud era profondamente
turbato dal comandamento di amare il proprio nemico
e si domandava per quale profondo motivo, per
quale terribile ragione fosse stato fatto. «Mi
sembra di udire una voce grave — scrive
— che mi ammonisce: proprio perché
il tuo prossimo non è degno d'amore ed
è tuo nemico, dovresti amarlo come te stesso».
E giunge alla conclusione che il comandamento
dell'amore è l'unico ostacolo assoluto
contro l'istinto di morte, l'aggressività
connaturata all'uomo. Quando in Europa è
stato rifiutato con la guerra mondiale, poi dal
comunismo sovietico e dal nazismo, si sono scatenate
le più spaventose efferatezze. Ancor peggio
può accadere oggi in un mondo unificato
e sovrappopolato. Per questo è essenziale
che i fondamenti della morale dell'amore vengano
salvati e conservati ad ogni costo. Essi costituiscono
una protezione per tutta l'umanità.
