riflessioni fatte giorno per giorno
Lo straordinario potere della gentilezza
Sappiamo che l'essere umano è violento,
ce lo dimostrano le guerre, le crudeltà,
le cattiverie che vediamo abitualmente nella politica
e nelle imprese. E c'è una corrente di
pensiero che esalta l'aggressività perché
la considera uno strumento indispensabile per
il successo. Per decenni abbiamo sentito elogiare
l'uomo forte, il manager aggressivo, con «grinta»
come se la durezza aprisse tutte le porte, vincesse
tutti gli ostacoli. Non sono affatto convinto
che sia vero. Ho visto manager duri, aggressivi,
arroganti che hanno fallito perché non
sono riusciti a conquistare la fiducia dei loro
collaboratori mentre, in compenso, si sono fatti
molti nemici. E sono addirittura giunto alla conclusione
che per il successo sono più importanti
qualità come la determinazione, la tenacia,
la forza interiore, la capacità di convincere.
Noi non ci rendiamo conto dello straordinario
potere della gentilezza. Non parlo della gentilezza
finta, ipocrita, mielosa per trarti in inganno.
Parlo della gentilezza che nasce da un animo generoso
e che si traduce in azioni generose, in fatti
concreti. Non è gentile il buonista che
ti dice di sì e poi non fa nulla, ma chi
ti guarda limpido negli occhi e poi, se può
farlo, ti aiuta concretamente. La vera gentilezza
è l'espressione di un animo forte e generoso,
nasce dalla sicurezza nella giustizia della propria
causa e dalla simpatia. Solo se sei sincero dentro
crei sincerità al di fuori, solo se sei
convinto dentro crei convinzione fuori, solo se
sei puro dentro crei purezza fuori. La gentilezza
che nasce da una limpida disposizione interiore
disarma, fa cadere le resistenze, i pregiudizi
e apre porte che altrimenti resterebbero chiuse.
Perché tutti siamo sulla difensiva, tutti
temiamo che gli altri ci possano fare del male.
Per vincere le diffidenze devi andare pieno di
buona volontà, non offenderti se ti creano
ostacoli o se ti trattano male, sempre pronto
a rispondere con chiarezza e cortesia. La parte
più importante del lavoro, perciò,
dobbiamo svolgerla all'interno del nostro animo.
Prima di affrontare un compito difficile, prima
di una riunione decisiva, prima di prendere una
decisione importante dovremmo «purificare»
il nostro cuore. Ascoltarci per sapere se crediamo
in ciò che stiamo per fare, se abbiamo
ben chiara la meta, se siamo sicuri di essere
nel giusto. E poi cancellare ogni presunzione
e ogni rancore.
